Streghe e sante

Le streghe, come le sante, sono stelle solitarie che brillano di luce propria, non dipendono da nulla e da nessuno, perciò non hanno paura e possono lanciarsi alla cieca nell’abisso con la certezza che, invece di schiantarsi, spiccheranno il volo.

– Isabel Allende –

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Apparenza

Quante pozzanghere che si spacciano per mare.

Cit.

I nostri sensi, i nostri istinti e la nostra immaginazione, sono sempre un passo avanti alla nostra ragione.

– Octavio Paz –

Cerco di vivere

Alcuni fumano, altri bevono, altri si drogano e altri si innamorano: ognuno si uccide a modo suo.

– Gabriel García Marquéz –

Universo

L’universo non ti punisce.

Non ti benedice.

Non ti controlla.

L’universo risponde alle vibrazioni che crei tu.

Cit.

BAGNI DI GONG

Il gong è il suono della creatività. Colui che suona il Gong suona l’universo. Da esso è venuta tutta la musica, tutto il suono e tutte le parole. È il nucleo della parola. Non è uno strumento musicale, né una percussione. Il Gong è Dio. È una splendida meditazione rinforzata. Come una moltitudine di corde, un milione di corde. È l’unico strumento in cui potete produrre questa combinazione di vibrazioni dello spazio… Il gong è il primo e l’ultimo strumento per la mente umana. C’è solo una cosa che può sostituire e comandare la mente umana, il suono del gong. È il primo suono dell’universo, il suono che ha creato questo universo. È il suono creativo di base. Per la mente, il suono del gong è come una madre e un padre che ha dato i natali. La mente non ha il potere di resistere a un gong che è ben suonato.” Yogi Bhajan

Ho sentito spesso parlare dei bagni di gong, vere e propri bagni vibrazionali che ci aiutano a ritrovare noi stessi favorendo uno stato di pace interiore profonda. Il termine “bagno” non è utilizzato a caso visto che il gong riuscirebbe ad avvolgerci completamente, tanto da riempire l’intero spazio circostante, immergendoci in una dimensione sonora avvolgente e intensa.

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Le sessioni, a quanto sostengono i praticanti, prevedono un’introduzione e una fase di preparazione, si passa quindi al bagno di gong, per finire con un’eventuale condivisione verbale dell’esperienza. Sebbene vengano spesso eseguiti in gruppo, alcuni formatori propongono sedute individuali, in cui è possibile associare il bagno con altre pratiche. Oltre ai gong si usano spesso campane tibetane, cimbali, sonagli, conchiglie, koshi, tamburi. Stesi su materassi in ambienti energicamente puliti e silenziosi, ci si prepara al bagno.

I benefici

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L’efficacia dei suoni a livello terapeutico non è certo cosa nuova, in India venivano frequentemente impiegati nei rituali di guarigione, partendo dal presupposto che l’uomo è nato dal suono ed è quindi suono egli stesso. I bagni di gong si prefiggono quindi lo scopo di favorire lo stato meditativo aiutandoci ad accedere alle parti di noi più profonde, superando i limiti del pensiero logico. Difatti i suoni, rispetto alla parola, riuscirebbero a far vibrare più intensamente la parte emozionale. Questo ci permetterebbe di riaccedere a memorie perdute, risvegliare sogni e in generale avere una maggiore comprensione di noi stessi favorendo la sensazione di essere parte di un tutto. Non solo.

I bagni di gong, assicurano gli esperti, possono addirittura ripulire ferite emotive per mezzo della vibrazione sonora. E’ come se i suoni emessi massaggiassero la nostra interiorità sciogliendo eventuali energie bloccate, restituendoci un senso di profondo benessere ed energia. Essi favoriscono, a quanto pare, anche l’armonizzazione fra parte sinistra e destra del cervello.

L’organismo stesso ne risente positivamente visto che i suoni coinvolgono ogni parte del corpo, agendo sulla pelle, sulla circolazione, sul battito del cuore, sulla respirazione e via dicendo. Durante il bagno di gong l’aura assume una colorazione bluastra, associata a uno stato di profondo rilassamento. In un secondo tempo diventa verde, colore associato alla pulizia sottile, infine assume una colorazione tra il violetto e l’oro, cromie dell’energia divina. L’efficacia dei bagni sonori è stata persino riconosciuta da una ricerca dell’Associazione Europea Massaggio-Sonoro-Terapia del 2007, che ne ha riconosciuto il valore in relazione alle gestione dello stress, al miglioramento del rapporto con il corpo, con il riposo e la creatività.

Perché il gong

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Il gong è uno strumento formato da un piatto circolare di metallo o rame, originario della Cina, dove veniva spesso utilizzato in occasione di feste, danze, balli, rituali. Questo strumento, molto impiegato anche dagli sciamani a fini terapeutici, unisce in se stesso diversi elementi: Terra per la presenza del metallo, Fuoco e Aria che colano il bronzo, Acqua che raffredda il metallo.

Da ciò dipenderebbe il suo potere di trasformazione, in grado di favorire la conoscenza del sé profondo. Il suo suono, d’altronde, è molto rilassante, ideale per indurre la meditazione e condurci in una dimensione senza tempo. Chi lo ha sperimentato assicura di aver provato sensazioni molto piacevoli, come se il corpo (e l’anima) fossero massaggiati e stimolati dal suono. Più ci si abbandona a quest’ultimo, più ci si ripulisce dalle sovrastrutture pesanti e limitanti per la nostra evoluzione. E’ il corpo a ricordare chi siamo, non la mente.

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Le armoniche naturali emesse dal gong posseggono un’intonazione tutta loro, estranea alle scale comunemente intese. Le loro frequenze producono onde di bassa frequenza: dalle alfa (da 7 a 14 hertz), che inducono uno stato di rilassamento ricettivo, alle theta (da 4 a 8 hertz), associate alla meditazione profonda. Fra l’altro gli 8 hertz stimolerebbero la ghiandola pineale, associata alla conoscenza divina e universale nonché alla produzione di melatonina (sostanza che favorisce il sonno), serotonina, utile per migliorare il funzionamento del sistema immunitario, somatropina, il cosiddetto ormone della vita.

C’è chi sostiene che le vibrazioni sonore emesse dal gong mettano in risonanza il sistema delle 72.000 Nadi, canali energetici, favorendo un libero flusso dell’energia nel corpo. Comunque sia, il suono del gong ha sicuramente un potere terapeutico profondo, particolarmente utile per i soggetti che faticano a lasciar andare la mente logica. Una forma di meditazione alternativa che vale la pena sperimentare visti i benefici che le sono attribuiti da secoli.

Laura de Rosa

Rose Bianche 23 luglio 1963

La “coscienza attiva” è quella usuale, la coscienza d’ogni giorno e circostanza, nella quale e tramite la quale si vive e si agisce nella vita ordinaria.

Come complemento alla mia lettera d’oggi:

“Il mondo ti turberà così a lungo finché ogni parte del tuo essere appartiene al mondo. E’ solo se apparterrai interamente al Divino che diventi libero “.

Sri Aurobindo

Questa è una lettera importante; ti ho già detto .molte volte che questo mondo non può essere interamente cambiato dal colpo di bacchetta magica di una fata.

Questo mondo è un mondo d’ignoranza e falsità e rimarrà così ancora per un lungo tempo a venire …

Ora parli nuovamente della morte come del Nulla; ma questo non è affatto vero, è una grosso inganno. La morte non è un nulla, è solo una transizione tra due vite terrene nel mondo e la natura di questa transizione dipende dalla qualità della vita precedente.

Morire non risolve il problema nè supera le difficoltà. Così, anziché pensare di sbarazzarsi del corpo, che è un’azione inutile e dannosa, bisognerebbe che tu ti liberassi dall’ ego, piccolo, sciocco ed egoista ed allora tutti i tuoi dispiaceri scompariranno.

The “Active consciousness” is the usual consciousness, the consciousness of every day and every circumstance – the one in which and by which you live and act in the ordinary life.

As a complement to my today’s letter.

“The world will trouble you so long as any part of you belongs to the world. It is only if you belong entirely to the Divine that you can become free.”

– Sri Aurobindo

This is an important letter – I have told you already many times that this world cannot be changed all on a sudden by the swift stroke of a fairy’s magic wand. This world is a world of ignorance and falsehood and will remain so for still a pretty long time to come ….Now again you speak of death as Nothingness;

but this is quite untrue, it is a big falsehood.

Death is not nothingness, death is only a transition between two earthly lives upon earth, and the nature of the transition depends

on the quality of the previous life. To die does not solve the problem or overcome the difficulty.

So, instead of thinking of giving up your body – which is a useless and harmful action, -you ought to give up the small, silly and selfish ego -and then all your troubles will be over.